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Cosa c'è da sapere sul mandarino

Uno dei frutti più rappresentativi del mese di Novembre e dell'autunno, fu introdotto in Europa nella prima metà dell’800 come pianta ornamentale.

Filippo Cioni

Uno dei frutti più rappresentativi del mese di Novembre e dell'autunno in generale è il mandarino. Fu introdotto in Europa nella prima metà dell’800 come pianta ornamentale, precisamente a Malta quale curiosità botanica, e più tardi in Sicilia dove si acclimatò molto bene . Il più profumato degli agrumi è quel che si dice un vero signore della tavola.

I mandarini non solo hanno eccellenti proprietà organolettiche - oli essenziali, vitamine, flavonoidi – ma altrettante proprietà simboliche. Al punto da diventare il nome di una lingua. Il termine «mandarino» deriva, infatti, dal colore dell'abito arancione dorato dei sapientissimi dignitari imperiali dell'antica Cina che interpretavano i voleri del cielo e li trasmettevano all'imperatore.

LE PRINCIPALI VARIETA' DEL MANDARINO

Ci sono diverse varietà di mandarino al mondo. Vediamo le principali.

  1. Il Clementino Rubino di colore rosso scuro, a forma sferica e dimensioni ridotte.
  2. Il mandarino classico con foglie piccole e profumatissime, così come la buccia. I suoi frutti sono a forma di sfera, con buccia sottile di colore arancio chiaro, polpa dolce e succosa costituita da spicchi facilmente divisibili.
  3. Il Mandarino Tangelo Nova ncrocio tra Tangelo Orlando e Clementino, con pezzatura più grande rispetto a quella del mandarino classico. Scorza liscia di colore arancio-rosso intenso, profumatissima, e polpa dal sapore particolare, priva di semi.
  4. Il Clementino, un ibrido ottenuto dall’incrocio tra Mandarino e Arancio Amaro, detto anche Mandarancio. Molto vigoroso, produce frutti chiamati Clementine, dalla forma sferica e dalle dimensioni ridotte.
  5. Il Calamondino, Ibrido tra Mandarino e Kumquat, produce piccoli frutti profumati simili ai mandarini, di colore arancio vivo, con polpa acida e retrogusto amaro.

LE PROPRIETA' DEL MANDARINO

Il mandarino è un’ottima fonte alimentare di vitamina C. Questo micronutriente può aiutare a combattere i radicali liberi, prevenendo i danni cellulari grazie a questa sua azione antiossidante. Inoltre gli antiossidanti del mandarino potrebbero aiutare a proteggere il sistema cardiocircolatorio combattendo l’ossidazione del colesterolo, fenomeno associato alla formazione di placche aterosclerotiche.

Il mandarino è inoltre una fonte di fibre, molecole che promuovono il buon funzionamento dell’intestino. Rispetto ad altra frutta ne contiene però quantità minori; ciò fa sì che induca un minor senso di sazietà, con il conseguente rischio di consumarne quantità che apportano quantità di zuccheri superiori rispetto a quelle raccomandabili.

COME SI COLTIVA IL MANDARINO?

Il mandarino Nelle sue varianti è una pianta che non occupa molto spazio e che si può coltivare con relativa semplicità.

Il mandarino è molto sensibile al freddo, e questo significa che la sua coltivazione è tipica delle zone del sud e in alcune zone non fredde. Il terreno più indicato per il mandarino è, come per la maggioranza degli agrumi, profondo, di medio impasto, non troppo compatto, sassoso, o eccessivamente calcareo.

Inoltre il terreno deve essere molto permeabile perché soffre i ristagni di acqua, infatti le innaffiature devono essere regolari ma non abbondanti pena il rischio di marcescenza radicale. La temperatura ideale di crescita del mandarino è tra i 13 e i 30 gradi.

Per chi acquista la pianta del mandarino in agraria, i consigli sono quelli di piantarli in buche di 4 o 5 metri soprattutto ad inizio inverno in modo che possa avere il tempo di adattarsi al nuovo ambiente mettendo le radici. I primi anni il mandarino ha necessità di acqua in modo regolare e con maggiore frequenza in estate mentre in inverno le irrigazioni sono quasi sospese.

 

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